Carnevale Acireale- 4 / Sfilano i carri allegorici, rappresentazioni di vita vissuta

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dio del mare

Sono sempre loro i protagonisti indiscussi del Carnevale di Acireale: i carri allegorico-grotteschi. Si elevano in magnificenza. Rappresentano le tematiche con personaggi ed oggetti particolari. I nove carri in gara per l’attuale edizione 2025 stupiscono i numerosi spettatori. Sono cinque per la categoria A: Che peccato! (Ardizzone), Eutopia (Cavallaro), Fuga dalla realtà (Principato), Un nuovo mondo, di pensare (Scalia-Fichera), Re…Divivo (Persichino-Messina). La categoria B ne propone quattro: Antico splendore (Coco), Quando il diamante brilla, l’invidia strilla (Cavallaro Paolo), Perla d’aMare (MSM), Specie protetta (Leotta-Raciti). La scelta delle tematiche da rappresentare cade sempre sulla vita vissuta. Le sue problematiche assumono volto, prendono occhi rotanti, mani che si alzano. In una parola, la personificazione di sentimenti e paure.

La domenica appena trascorsa ha confermato il gradimento nei confronti di queste “macchine” della cartapesta. Piazza Duomo è gremita di gente proveniente non soltanto dalla Sicilia ma da tutto il mondo. Il clima piacevole e assolato ne ha favorito la gita nell’acese. Rendere concretamente le vicissitudini quotidiane serve ad esorcizzarle. Ribadire la gravità dei rapporti fra l’uomo e l’ambiente è necessario.
Il dio del mare scruta minaccioso quanto avviene, alzandosi ad un livello superiore. L’invidia lascia spazio ad un Al Bano sorridente che canta Felicità. L’amaro e il dolce insieme. L’idea di peccato si combatte con il suo opposto, la figura del Papa, e si propone anche con demoni che la richiamano. Le aspettative future si colorano di speranze per un mondo migliore. L’orso bianco ha finalmente il suo ghiaccio intorno. Ma si combatte per conquistarlo.

Carnevale di Acireale / Personaggi e vita vissuta ispirano i carri

Non mancano gli omaggi a personaggi che hanno fatto la storia. Berlusconi si affaccia sul pubblico con il suo storico ed eterno sorriso. I ricordi dei secoli passati restano saldi ed ancorati come una sfinge. L’incognita del futuro prende la forma di un gigante di metallo. La tecnologia incalza. Tutto questo ha colore, dimensione e luce.
I carri si stagliano su più livelli. Da diversi anni, oramai, dietro il personaggio principale se ne alzano diversi, su più piani. Fanno a gara per illuminare maggiormente il circuito. Quando scende la sera brillano con maggiore determinazione, il blu li aiuta.carro ispirato a Berlusconi

Si esibiscono mostrando il lavoro finito. Ad Acireale il Carnevale è tradizione. Il carro lo è. Un lavoro lungo mesi, costante ed assiduo, in cui la cartapesta ha assunto forme e dimensioni precise. È questa la ricchezza dell’appuntamento carnascialesco. La specialità che i maestri conferiscono alle loro opere.

Poi c’è il contorno, che non è poco ed arricchisce il tutto. La gente ha voglia di divertirsi, ridere e socializzare. Molti gruppi mascherati sfilano nella via principale, perfino molti cani vestono panni particolari. Anche loro fanno parte del clima goliardico. È un evento atteso. Lo attestano gli applausi che il pubblico riserva ed ogni carro a fine esibizione. Spontanei, sentiti. Un riscontro immediato alla bravura degli artisti della cartapesta, che ad ogni edizione li incentiva a continuare il lavoro.

Rita Messina