Intervista / Gabriella Puleo: “Quanti sacrifici per diventare insegnante di sostegno!”

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Gabriella Puleo

Gabriella Puleo, laureata in giurisprudenza presso l’università di Catania, e corrispondente per Acireale de “La Sicilia”, dal luglio dell’anno scorso si è iscritta nuovamente all’università. O per meglio dire, frequenta il corso di abilitazione al sostegno dell’università “Kore” di Enna. Quasi ogni giorno, Gabriella Puleo, insieme ad altri colleghi, prende un pullman privato che la porterà alla “Kore”. E visto che i corsi impongono la frequenza obbligatoria, questi viaggi richiedono tanto tempo e tanta fatica.

Gabriella Puleo, quali sono le competenze per insegnare a dei ragazzi con difficoltà?

Quel che è necessario è, anzitutto, l’esperienza. Poi va da sè che le patologie di questi bambini, e il modo in cui noi insegnanti dobbiamo affrontarle richiede studio, tanto studio. Per accedere al corso tenuto alla “Kore” bisogna essere in possesso di uno specifico titolo di studio.Gabriella Puleo

E quale sarebbe?

La laurea a ciclo quinquennale in Scienze della formazione primaria.

Ma, da quel che ci risulta, lei non ha fatto questo percorso universitario

Si, vero, ma il diploma di scuola magistrale, che ho conseguito prima del 2002, consente l’iscrizione al corso di abilitazione al sostegno tenuto dall’università di Enna.

In cosa consiste e cosa fate in questo corso?

Dapprima ero restia a frequentarlo, avevo remore d’incapacità. Dopo, con l’esperienza, ho superato le mie paure. E’un corso con accesso a numero chiuso. Ha avuto inizio a luglio dello scorso anno e finirà ad aprile; ha frequenza obbligatoria sia per quel che concerne la teoria che per i laboratori. E, in questo lasso di tempo, devo sostenere 10 esami.
Le lezioni alla “Kore” di Enna insegnano a trattare i bambini e i ragazzi con B.E.S (bisogni educativi speciali), D.S.A. (disturbi specifici dell’apprendimento) e tutto lo spettro di patologie psichiche dall’autismo alla schizofrenia. Fra le altre cose io devo seguire il corso I.N.D.I.R.E., a cui si può accedere solo dopo tre anni di sostegno.Gabriella Puleo all'università

Quindi lei ha già avuto esperienza di insegnante

Si, dal 2020, grazie al mio diploma ho iniziato a insegnare sostegno nelle scuole elementari: assicuro è logorante da ogni punto di vista. Dai genitori, che non vogliono accettare il lieve ritardo del figlio che può essere anche una semplice dislessia a dei ragazzi veramente problematici. Io sono stata insegnante di un bambino schizofrenico, e ne risente anche l’andamento didattico della classe. E posso dire una cosa di cui mi assumo tutta la responsabilità.

La disabilità è un campo minato!

Lo so, ma penso che certi ragazzi con patologie gravi e pervasive debbano studiare in scuole specializzate. No con gli studenti normodotati, noi insegnanti abilitati non ci siamo tutte le ore e un docente di cattedra non ha le competenze. Inoltre, possono creare disagi agli altri ragazzi.

Perchè lei che abita ad Acireale deve andare fino ad Enna, l’ateneo di Catania non tiene questo corso di specializzazione?

In Sicilia sono quattro gli atenei che permettono di seguire il corso: Catania, Enna, Messina e Palermo; ma sono a numero chiuso. Il guaio è che il numero di ragazzi con queste problematiche è in aumento, e le università dovrebbero allargare il loro bacino di utenza. Noi siamo un gruppo di 52 persone, fra cui molte hanno una famiglia e un lavoro, e abbiamo affittato un bus privato al costo di 20 euro al giorno, che da Acireale ci porta ad Enna. Il corso ha un costo di 3.700 euro senza contare il trasporto. Il tempo impiegato per questi viaggi e la fatica fisica e mentale sono inimmaginabili. Quanti sacrifici per diventare insegnanti di sostegno! Seguirlo a Catania sarebbe stata tutt’altra storia.

Giosuè Consoli