Dialogo interreligioso / Sorgerà nel Pisano il primo monastero buddhista in Italia

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Nascerà nel segno di “un virtuoso dialogo interreligioso” il primo Monastero buddhista della tradizione tibetana in Italia e il primo in Europa a essere edificato da zero. Come informa il comunicato stampa emesso al termine della presentazione ufficiale, svoltasi nella Sala Castiglioni di Palazzo Bovara a Milano. Comunicato che si apre col detto del Dalai Lama: “La vera felicità non consiste nel possedere denaro o potere, ma nel raggiungere la pace interiore. Se avete la pace mentale, sarete felici giorno e notte”.
Il tempio verrà costruito sulla roccia come vuole la tradizione architettonica tibetana, a cura della Fondazione Sangha Ets e dell’Associazione Monastica Sangha Lhungtok Choekhorling.

Area su cui sorgerà il monastero buddhista

Da circa quarant’anni – informa la nota stampa – il Buddhismo tibetano riscuote in Italia il sincero interesse di molti praticanti e ricercatori occidentali. Grazie all’ispirazione del Venerabile Ghesce Ciampa Ghiatso, sarà adesso possibile riunire una comunità di studenti e praticanti, sia laici che ordinati, fornire ospitalità a circa cento fra monaci e monache presso il Monastero che verrà realizzato a Pomaia di Santa Luce (PI)”.

Il monastero buddhista sorgerà nell’area di una cava dismessa

Presto l’avvio dei lavori nell’area di una cava dismessa non distante dall’istituto Lama Tzong Khapa. Con una vista a perdita d’occhio sino al confine del mare, il sito è segnato dal trauma ambientale dell’escavazione che verrà recuperato anche con la realizzazione di un Parco della Contemplazione e della Pace accessibile a tutti. Si tratta, quindi, anche di un’importante opera di riqualificazione ambientale che prevede una rete di sentieri con installazioni interreligiose e di educazione ambientale.

Durante la presentazione ufficiale, hanno sottolineato che “Si è progettato il Monastero con una struttura che unisce fedelmente estetica e spiritualità della tradizione tibetana con esigenze funzionali e architettoniche moderne”. L’opera, che si sviluppa su più livelli, ognuno con una destinazione d’uso specifica è progettata per accogliere al meglio la comunità monastica e gli ospiti.

Monaci tibetani

Naturalmente, l’opera ha un preciso stile di architettura ecologica, sensibile sia alle tradizioni antiche sia al contesto paesaggistico. Così emergono un “perfetto dialogo con il territorio circostante e un percorso di eco-sostenibilità volto ad assicurare un basso impatto ambientale. Con un elevato risparmio energetico e l’impiego di risorse energetiche naturali e pulite”.

Il monastero buddhista favorirà il dialogo interreligioso

Nell’ottica di favorire un virtuoso dialogo interreligioso, il Monastero promuoverà l’incontro tra persone di fedi differenti per la diffusione nel mondo di un messaggio di pace universale.

Nell’incontro di presentazione, dell’importanza spirituale del progetto ha parlato il ven. Massimo Stordi, presidente dell’Associazione Sangha Lhungtok Choekhorling. Egli ha ricordato, tra l’altro, che “da oltre 50 anni Pomaia è un punto di riferimento per il Buddhismo in Occidente. Ma i primi monaci buddhisti della nostra tradizione in Italia si aggregarono proprio a Milano”. E ha aggiunto “l’incontro rappresenta per noi l’opportunità di rafforzare il dialogo interreligioso e, al contempo, raccontare il ruolo generativo e profondamente sociale delle comunità monastiche che scelgono la vita contemplativa al servizio degli altri. Il nostro progetto accoglie anche chi adotta un diverso stile di vita e ambisce a promuovere la diffusione di un messaggio di pace, armonia e benessere a vantaggio dell’intero Paese”.

Zavanella : “Il monastero punto di unione tra la tradizione buddhista e la cultura occidentale”

L’architetto Gino Zavanella, capo progettista, è autore di grandi progetti architettonici, quale, tra gli ultimi,  quello dell’avveniristico Juventus Stadium. Zavanella ha aggiunto: “Questo Monastero rappresenta un traguardo storico per il nostro Paese. Un progetto di tale portata, infatti, non è solo un’opera architettonica, ma il risultato perfetto della contaminazione tra cultura, apertura spirituale e arricchimento dell’intera comunità. E, al contempo, un punto di unione tra la tradizione buddhista e la cultura occidentale”.

Gli interventi del dottor Filippo Scianna, presidente dell’Unione Buddhista Italiana, e dell’abate Ghesce Thubten Chonyi hanno chiuso la conferenza di presentazione. Il primo ha illustrato la presenza dei Monasteri Buddhisti in Italia. Il secondo ha affrontato il tema del valore sociale e culturale della vita contemplativa non fine a se stessa, bensì a servizio della collettività.

 

Maria Pia Risa