L’incontro con Paolo Ruffini svoltosi nella Biblioteca e Pinacoteca Zelantea di Acireale lo scorso 18 marzo nell’ambito di “Marzo, mese della cultura 2025”, lascia una serie di spunti programmatici di grande rilevanza per il giornalismo attuale. Organizzato con il patrocinio del Comune di Acireale nella sala “Cosentini” della prestigiosa accademia, il convegno formativo, promosso dalla Diocesi di Acireale e dalla Voce dell’Jonio, ha visto la partecipazione di esperti del settore, con particolare attenzione ovviamente all’esperienza nazionale e internazionale del Prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, che ha dialogato con il collega giornalista Concetto Mannisi.
L’incontro non solo ha trattato temi di importanza cruciale per il giornalismo contemporaneo, ma ha anche offerto un’opportunità di aggiornamento professionale per numerosi colleghi. Ruffini ha ricoperto ruoli di responsabilità all’interno della Santa Sede, istituzione che riveste un’importanza centrale nell’ambito della comunicazione globale. Sollecitato rispetto alla sua esperienza, ha sottolineato come il giornalismo debba rimanere fedele ai principi fondamentali della verità e della giustizia, mettendo al centro l’essere umano e il bene comune. A tal proposito, ha richiamato l’importanza di un’informazione che rispetti i diritti e che non venga mai strumentalizzata per fini politici o economici.
Acireale / Paolo Ruffini: il giornalismo come libertà di espressione
La libertà di espressione è un principio fondamentale per il giornalismo, ma anche un tema delicato e spesso oggetto di conflitto. Durante il convegno, Ruffini ha illustrato le sfide che la libertà di espressione affronta nel mondo contemporaneo, specie nell’era dei social media, dove la diffusione di notizie false o parziali può avvenire con estrema rapidità. In questo contesto, la figura del giornalista diventa ancora più cruciale, in quanto deve fungere da filtro, garantendo che le informazioni siano accurate e rispettose della verità.
Acireale / Paolo Ruffini tra il giornalismo e la comunicazione del Papa
In un altro passaggio, Ruffini ha parlato della comunicazione di Papa Francesco, sottolineando come non sia difficile comunicare le sue posizioni, dato che il Santo Padre è un comunicatore naturale. La difficoltà, ha aggiunto, riguarda le sfide linguistiche e le complessità che emergono nei viaggi internazionali del Papa, dove il Vaticano deve fare un grande lavoro di traduzione e adattamento. “Papa Francesco comunica con una chiarezza che si percepisce in ogni sua parola, come quando afferma che la guerra è una sconfitta e non la soluzione”, ha spiegato Ruffini, facendo riferimento alla posizione storica della Chiesa sulla pace.
Acireale / La riflessione di Paolo Ruffini sulla tecnologia all’interno del giornalismo
Altro tema cruciale sollevato durante il convegno è il rapporto tra il giornalismo tradizionale e le nuove forme di comunicazione. Ruffini ha messo in guardia contro i pericoli di un’informazione superficiale e manipolata. “Il giornalismo che racconta inchieste e processi deve essere tutelato”, ha dichiarato. Facendo riferimento al ruolo fondamentale che il giornalismo investigativo ha nel mantenere viva la democrazia. Inoltre, Ruffini ha affrontato il tema della sfida digitale, sottolineando la difficoltà che i giornalisti e gli editori stanno affrontando nell’adattarsi ai nuovi modelli di business legati al web, ove spesso il guadagno va a favore delle piattaforme e non degli autori dei contenuti.
In risposta alla domanda sul futuro del giornalismo in un mondo sempre più digitalizzato, Ruffini ha espresso un cauto ottimismo. Pur riconoscendo le sfide, ha affermato che l’intelligenza artificiale, pur essendo uno strumento utile, non può sostituire l’intelligenza umana nel raccontare la verità. “L’intelligenza artificiale non è un oracolo”, ha affermato. “Abbiamo bisogno di cuore e testa, perché il giornalismo deve sempre essere guidato dalla ricerca della verità”.
Le conclusioni del vescovo Raspanti
Concludendo l’incontro, il vescovo di Acireale, monsignor Raspanti, ha arricchito ulteriormente il dibattito, mettendo in luce la complessità della parola e della comunicazione. La parola, ha spiegato, è sempre pronta ad essere manipolata, ma è anche il mezzo attraverso cui si può generare il bene, portare luce e verità. In un mondo dove la verità sembra spesso sfuggente, la comunicazione deve rimanere un atto responsabile, capace di generare positività e costruire ponti tra le persone. Eventi come questo sono fondamentali per rafforzare il giornalismo come servizio alla comunità e alla verità, in un contesto globale sempre più interconnesso e complesso.
Davide Zagami e Alessio Piro