Vangelo domenica 16 marzo / La luce di Dio rischiara il torpore del cuore

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Canto al Vangelo domenica 16 marzo ( Cf. Mc 9,7 )

Lode e onore a te, Signore Gesù! Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre: “Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!”. Lode e onore a te, Signore Gesù!

Vangelo domenica 16 marzo ( Lc 9,28b – 36 )

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.
Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto. Parola del Signore

Raffaello Sanzio, Trasfigurazione di Cristo. Pinacoteca Musei Vaticani

Riflessione sul vangelo di domenica 16 marzo

La Liturgia di questa seconda domenica di Quaresima, presenta il brano del vangelo di Luca nel racconto della Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor.

Il brano del Vangelo inizia con l’immagine di Gesù che prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Pietro, Giovanni e Giacomo si assopiscono mentre Gesù prega.  Lo stesso accadrà nell’orto del Getsemani. Tenere il cuore sveglio non dipende solo da noi, ma è una grazia di Dio che và chiesta.

Mentre Gesù pregava,  il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. I tre discepoli si ridestarono dal sonno mentre avveniva la Trasfigurazione di Gesù.

La luce e lo splendore di Gesù ridestarono il cuore assopito e stanco dei discepoli, facendogli desiderare di dimorare in quel luogo di bellezza e di pace.  Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”.

Abbiamo bisogno della luce di Dio per ridestarci dal sonno e dal torpore del cuore, per rinfrancare il corpo dalla stanchezza, riaccendendo in noi il desiderio e la forza di pregare e di aiutare chi ha bisogno.

Il cristiano è invitato a dedicare del tempo per ritirarsi con Gesù nel silenzio della preghiera  per contemplare la sua gloria ed essere illuminato dalla luce della sua Grazia. Come prega il Salmista biblico nel Salmo Responsoriale di questa domenica: “Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura? Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi! Il mio cuore ripete il tuo invito: “Cercate il mio volto!”. Il tuo volto, Signore, io cerco. Il Signore è mia luce e mia salvezza”.

Letizia Franzone